Si potrebbe anche pensare di volare... torre galfa

dossier torre galfa

La Torre Galfa viene commissionata dall’imprenditore Attilio Monti quale sede principale della società “S.A.R.O.M.” (Società Anonima Raffinazione Oli Minerali), nota industria petrolifera ravennate.

La Torre, una volta edificata diviene anche la sede della B.P. (British Petroleum), società che, in seguito, preleva sia la SAROM che la stessa Torre. L’obiettivo di avere una sede dall’impatto fortemente rappresentativo ed in grado di veicolare l’immagine dinamica del gruppo si fonde all’immaginario che negli anni cinquanta si va associando alla città di Milano, quale centro direzionale in forte sviluppo. La dimensione economico-finanziaria della città assume un tale rilievo che gli stessi strumenti urbanistici ne recepiscono e alimentano lo sviluppo come emerge dalla stesura definitiva del piano particolareggiato elaborato sulla base dello strumento urbanistico generale del 1953.

L’impresa costruttrice chiamata a realizzare l’opera è la SOGENE. I lavori di completamento della Torre giungono a compimento nel 1959 e per la sua realizzazione vengono spesi 2.5 miliardi di lire. Nel 1984, la Banca Popolare di Milano, acquista il grattacielo per 30 miliardi di lire, dopo di ché, nel 2006 viene venduta per 48 milioni di euro alla Immobiliare Lombarda, società del gruppo Fondiaria SAI S.p.A. (gruppo assicurativo italiano con sede a Torino controllato dalla famiglia Ligresti). Ad oggi l’edificio è completamente vuoto e in stato di abbandono. Esiste un progetto di ristrutturazione della torre che tuttavia non è mai partito.

Il complesso è alto 102.5 metri ed è costituito da una torre di 31 piani complessivi fuori terra e due interrati.

Il 5 maggio 2012, la Torre Galfa viene occupata. Nasce così Macao il nuovo centro per le arti la cultura e la ricerca di Milano, un luogo in cui gli artisti e i cittadini possono riunirsi e inventare un nuovo sistema di regole per una gestione degli spazi condivisa, partecipata e che, in totale autonomia, ridefinisce tempi e priorità del proprio lavoro e sperimenta nuovi linguaggi comuni.

Il 15 Maggio 2012 le forze dell’ordine, sollecitate dal Ministro Cancellieri, madre di Piergiorgio Peluso, (direttore generale di Fondiaria SAI), procedono allo sgombero. Il Gruppo Fondiaria SAI fa sapere di voler rientrare nella disponibilità del proprio grattacielo, per continuare a lasciarlo inutilizzato come accade da ormai 15 anni. Giustamente il gruppo Ligresti, il cui presidente patteggiò 2 anni e 4 mesi nelle inchieste di Tangentopoli, invoca la legalità e chiede senza alcuna mediazione e con grande celerità di lasciare la torre.

Con l’azione di Torre Galfa, Macao, oltre a dichiarare la propria nascita, innesca un dibattito pubblico che rivela i vuoti della città, una costellazione di edifici e di aree dismesse e inutilizzate, un patrimonio edilizio e territoriale lasciato deperire nonostante la penuria di spazi dedicati alla cittadinanza.

La criticità della questione è evidente e riflessi dell’azione si manifestano anche a livello istituzionale come dimostra l’intervento dell’assessora all’urbanistica Lucia De Cesaris che, in un’intervista del 17 maggio 2012 rilasciata a Metro News, dichiara: «A Milano, chi ha già cubature inutilizzate e lasciate andare non riceverà nuove concessioni edilizie», precisando, inoltre, di aver già avviato una mappatura degli edifici inutilizzati utile a creare un elenco e monitorare il loro stato di conservazione e la loro destinazione d’uso.

Che fine ha fatto questo processo? Quali le azioni messe in atto?

A settembre 2012 una delibera sancisce il protocollo d’intesa sottoscritto nel marzo 2012 tra il Comune di Milano, il Diap Politecnico e l’associazione Temporiuso i cui obiettivi sono il recupero di edifici, di aree abbandonate o di prossima trasformazione attraverso progetti legati al mondo della cultura e dell’associazionismo. Il 26 ottobre, il protocollo viene presentato pubblicamente nel corso di un’assemblea cittadina presso l’Acquario civico di Milano alla quale partecipano molte realtà cittadine – comitati, enti, associazioni e spazi occupati – che sollevano le criticità della proposta del Comune, proponendo la legittimazione di nuove pratiche di utilizzo degli spazi abbandonati. L’incontro si rivela complessivamente deludente perché i termini e le modalità di assegnazione degli spazi previsti dalla delibera risultano carenti ed assolutamente incapaci di rispondere alle istanze che i movimenti praticano attivamente e positivamente sul territorio.

L’oggetto della partita non verte solo sulla questione degli spazi inutilizzati da parte della pubblica amministrazione. Il tema è quello dei luoghi in disuso o abbandonati, indipendentemente dalla natura della loro proprietà. Proprio in tal senso, infatti, l’azione sulla Torre Galfa da un lato ha messo in luce le dinamiche speculative che caratterizzano la città, dall’altro ha evidenziato l’incapacità delle istituzioni di recepire in maniera critica questi fenomeni, come dimostra il tentativo scomposto della delibera sugli spazi. Ancora oggi è tollerato che soggetti privati possano lasciare inutilizzati enormi spazi sottratti alla città, come accade per il gruppo Ligresti che abbandona all’incuria un palazzo di 33 piani nel centro di Milano pur continuando a costruire a poche centinaia di metri un altro grattacielo senza nessun tipo di limitazione o restrizione.

MACAO

Nuovo centro per le arti, la cultura
e la ricerca di Milano

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20137 Milano

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ASSEMBLEA

Ogni martedì dalle 21.30