Si potrebbe anche pensare di volare... LOVE&BORDELLO

CRONISTORIA. Come siamo arrivati all’associazione

ˇˇˇenglish version belowˇˇˇ

L’associazione che stiamo costituendo serve per proteggere Macao dalla vendita della palazzina di Viale Molise 68, programmata da Sogemi spa per risanare il suo bilancio; in questi 5 anni, Macao ha abitato la palazzina Liberty ora in vendita, distogliendo un luogo abbandonato dal vuoto in cui era immerso, e riattivandolo per la città.
Per pre iscriversi all’associazione, basta lasciare i vostri contatti qui http://www.macaomilano.org. Sarete poi guidati tramite mail per completare l’adesione.

Il percorso che ci ha portati ad immaginare e desiderare questo strumento parte nel 2014, quando Macao apre con il comune di MIlano un tavolo partecipato, che dura due anni, per depositare in consiglio comunale una delibera che conferisce la gestione degli spazi abbandonati a comunità che si autoorganizzano dal basso. La delibera non viene mai discussa in consiglio (qui è consultabile il testo della delibera: http://www.macaomilano.org/spip.php?article456).

Nel frattempo, lo scenario politico cittadino cambia: nell’agosto del 2017, il neoeletto sindaco Beppe Sala nomina Cesare Ferrero (Ex Country Manager e Amministratore Delegato di BNP Paribas Real Estate Italia) a nuovo direttore della controllata del Comune che gestisce l’ortomercato di Milano: Sogemi Spa. Il rapporto tra Macao e Sogemi è semplice: le palazzine Liberty di Viale Molise sono di proprietà di Sogemi che, pur essendo una partecipata del Comune di Milano, ne ha la piena disponibilità e può pertanto decidere di vendere questi immobili per fare cassa.

Infatti, nello scorso autunno il nuovo direttore fa esplicitamente intendere a tutti i soggetti che sono attivi sull’ortomercato abbandonato che intende recidere qualsiasi contratto esistente per poter disporre degli immobili e venderli. Macao non ha un contratto, pertanto la strada da percorrere sarebbe un’altra: quella dello sgombero.
A febbraio 2017, infatti, il quotidiano "La Repubblica" titola la prima pagina della sezione milanese dicendo che, in conseguenza alla vendita prospettata da Sogemi, Macao è sotto sgombero. Rispondiamo dicendo che non siamo al corrente di questo tipo di minaccia da parte della procura, ma che sappiamo bene della determinazione di Sogemi a vendere le palazzine per i suoi problemi finanziari, senza alcun progetto per la città - se non ottenere il massimo del profitto, inserendo le palazzine sul mercato immobiliare.

Pochi giorni dopo, Beppe Sala, sollecitato da radio popolare, afferma che è aperto al dialogo, riconoscendo in Macao un interlocutore importante.
Nel frattempo, cominciamo a pensare come proseguire il percorso iniziato anni prima con la delibera, il cui obiettivo era trovare un modo per estromettere la palazzina di Macao dal mercato immobiliare, quale pratica riproducibile per istituire beni comuni. A inizio marzo ospitiamo quindi un workshop con Mietzhauser Sindakat per articolare meglio l’idea di comprare la palazzina di Viale Molise 68 e renderla una proprietà comune, destinata a rimanere negli anni un bene disponibile per la cittadinanza ed autogovernato.

Per formalizzare questa proposta ai nostri interlocutori, spediamo una lettera ufficiale a Sogemi e Comune dichiarando che abbiamo iniziato un processo per costruire l’acquisto dell’immobile, che coinvolga la città e la comunità che si è strutturata attorno a Macao in questi anni. La richiesta è di mantenere fede alla dichiarazione precedente ed aprire immediatamente un tavolo di negoziazione.
Il comune ha una timida risposta: siamo aperti al dialogo, ma la vendita dovrà comunque passare attraverso una gara pubblica.

A un mese di distanza, senza alcun avanzamento sul lato istituzionale da parte del Comune (il tavolo non è stato convocato), crediamo che Sogemi, invece, stia incredibilmente accelerando i processi amministrativi per mettere a bando tutte le palazzine il più in fretta possibile, senza tenere in considerazione la peculiarità di questo processo partecipativo ed il valore creato in questi anni. Abbiamo ragione di credere che in poche settimane ci metteranno davanti al fatto compiuto di essere esclusi dall’acquisto, per le modalità in cui le palazzine saranno messe a bando, nel vuoto istituzionale e senza che il comune di Milano abbia fatto nulla per giocare un ruolo di accompagnamento e regia.

Per questo, il primo passo è creare una coalizione di cittadin*, lavorator* cultural*, artist*,..., nella forma dell’associazione, che possa fare leva sulle istituzioni e configurare giuridicamente ed economicamente il soggetto che porterà Milano ad acquistare Macao.

ˇˇˇenglish versionˇˇˇ

The establishment of the "Macao" association is essential to protect Macao from the sale of the building in viale Molise 68, planned by Sogemi s.p.s. to reorganize its budget; for the last five years Macao has been operating inside the art-dèco building now on sale by putting back to use an abandoned place and opening it to the citizens.
In order to pre-register to the association, just leave your contact here: http://www.macaomilano.org. You will later receive an e-mail to help you completing the registration.

The journey that lead us to imagine and desire a real change starts back in 2014, when Macao opened a two years long negotiating table with the municipality of Milan. The result of such discussions was a resolution duly delivered to the city council which proposed to let grass-root self-organized communities manage the abandoned spaces of the city.
This resolution has never been discussed before the council (link to the text of the resolution: http://www.macaomilano.org/spip.php?article456).
In the meantime, the political scene in Milan has changed: in august 2017, the recently elected mayor Beppe Sala appoints Cesare Ferrero (former Country Manager and CEO of BNP Paribas Real Estate Italy) as new director of the subsidiary society of the municipality which handles the former fruit and vegetables market area in Milano - Sogemi Spa. The relationship between Macao and Sogemi is very simple - the buildings along viale Molise are owned by Sogemi, which, despite being a subsidiary of the township of Milano, has its full ownership and, therefore, can decide to sell these buildings to cash in.
Last autumn, the new director openly tells at all single activities operating in the abandoned area of the former fruit and vegetables market that they plan to terminate each contract with those activities in order to sell the buildings of the entire area. Since Macao has no contract, the only way to deal with this situation is eviction.
Last february, the first page of the Milanese edition of the newspaper La Repubblica claimed that, as a consequence of the selling plan of Sogemi, Macao would have undergone eviction. As a consequence, we replied saying that we had not been informed about any threat coming from the Public Prosecutor, but that we were fully aware of the determination of Sogemi in selling the buildings in order to solve its financial problems. As a matter of fact, Sogemi aims at maximizing its profits by putting the buildings on the real estate market, without proposing any project that could directly involve the city and its citizens. A few days later, the mayor Beppe Sala claimed in an interview with Radio Popolare to be opened to a dialogue with Macao, acknowledging it as an important partner.

In the meanwhile, we are planning on how to continue the path tracked alredy three years ago with our resolution aimed at finding a way to exclude the building from the real estate market as a reproducible practice to establish common estates. In early march, we held a workshop with Mietzhauser Syndikat cooperative to articulate the idea of how to buy the building in viale Molise and transform it a common property, intented to remain a good available to citizenship and self-governance for the coming years. To formalize the proposal with our interlocutors, we sent an official letter to Sogemi and to the municipality where we declared we had started the proceedings aimed at purchasing the property, involving both the city of Milano and the community risen around Macao in the past five years. The request was to retreat their previous declaration and reopen a negotiating table.
The municipality’s response is reticent: ’We are ready to open a dialogue, but the sale will need to go through an open public call. A month later, with no action from the side of the institutions (there has been no discussion with the Municipality so far), we believe that Sogemi, is incredibly speeding up the bureucratic passages necessary to put all the buildings on sale as soon as possible, without considering the particular nature of the process of inclusion and the added value generated by Macao in these years. We have reasons to believe that in a few weeks we will be confronted with the fait accompli of have being excluded from the public sale, for the technicalities through which the buildings will be placed on auction, in a complete institutional vacuum, and without a single action of partnering or direction on behalf of the municipality of Milan. That’s why the first step is to create a coalition of citizens, workers, artists, etcetera, under an association that can have some leverage on the institutions and set legally and financially the subject that will allow Milan to buy Macao.

MACAO

Nuovo centro per le arti, la cultura
e la ricerca di Milano

viale Molise 68
20137 Milano

organizzazione.macao@gmail.com

ASSEMBLEA

Ogni martedì dalle 21.30