Progetti Tavolo Suono

The Death of Rave Showcase

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Negli anni The Death of Rave ha pubblicato uscite da parte di Powell, Kareem, Mark Fell e Sam Kidel, insieme a tanti altri. Sub label di Boomkat (https://boomkat.com/), ha inoltre ospitato artisti che abbiamo già avuto modo di incontrare negli ultimi anni a Macao, come Gabor Lazar, N.M.O. e Maxwell Sterling. Il Tavolo Suono è lieto di annunciare lo showcase dell’etichetta con Conor Thomas, Croww, Lag Os, Xyn Cabal e Heith, co-fondatore di Haunter Records.

Croww (UK / The Death of Rave / LIVE)
Heith (ITA / Haunter Records / LIVE)
Lag Os (SPA / The Death of Rave - Anomia / LIVE)
Conor Thomas (UK / The Death of Rave / DJ SET)
Xyn Cabal (Greece / DJ SET)

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In un loop continuo di morte e rinascita, assistiamo continuamente alla mutazione dei processi che sovvertono lo stato di cose, dove il fine è la fine stessa del percorso, in nome dell’ennesimo atto di ricreazione. A metà anni duemila, l’inglese Mark Leckey (artista visivo e compositore) nota che comunque l’ingranaggio nell’ambiente musicale rave europeo non solo si è inceppato, ma, sempre più monolitico e stantio, rimane fermo in uno stato di morte senza uscita (o senza rinascita), dove gli interlocutori ed il pubblico, fermamente convinti di far parte di questa macchina desiderante, in realtà prolungano questa sospensione e continuano a farne mancare energia e coesione. È la morte del rave, ovvero la sensazione che qualcosa che abbia scardinato completamente le logiche di assenso e dissenso nell’intera cultura occidentale, abbia definitivamente cessato di evolversi, di continuare a desiderare.
In Fiorucci made me Hardcore (1999), Leckey documenta l’intensità e le stranezze del contesto rave e club inglese degli anni 90’, realizzandone anche la colonna sonora.
Centinaia e centinaia di spezzoni raccolti e ricomposti, troppi da essere pubblicati, vengono selezionati e ri-editati per poi uscire come prima release della neonata The Death of Rave, nel 2012. L’etichetta, fondata da Conor Thomas, si fonda sullo stesso immaginario a cui facevamo riferimento prima, ma senza alcuna motivazione nostalgica, anzi, distaccandosi dal concetto di ingranaggio, la label cerca di rimodellare il contesto contemporaneo attraverso le infinite forme che lo proliferavano vent’anni prima, smembrandole e ricollocandole assieme a tutte quelle che oggi fungono da sostanza. Qui non c’è alcun meccanismo, tutto è fluido, è l’hardcore continuum in divenire.

MACAO

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ASSEMBLEA

Ogni martedì dalle 21.30