Progetti Da quassù la Terra è bellissima

Fascisti, non pazzi

Fascisti, non pazzi

Che i fascisti sparino, picchino e intimidiscano non è una novità.
Che lo facciano al servizio di una visione securitaria, identitaria e patriarcale della società, tanto meno.
Non è un caso che l’attentatore di Macerata dichiari di essere spinto dal desiderio di vendetta nei confronti del presunto assassino nero di una donna bianca, ma al contempo sia poco interessato ai quotidiani femminicidi compiuti da uomini bianchi nei confronti di donne bianche: la grande maggioranza di quelli che effettivamente avvengono in Italia.
Lui, come le formazioni politiche neofasciste a cui è vicino, sostengono che il ruolo naturale della donna consista nel badare al focolare domestico e mettere al mondo bambini, a loro volta al servizio della patria.
È chiaro quindi che la difesa della donna sia intesa come, e insieme affermi, la difesa di un diritto di proprietà, privata o patria, sul corpo della donna.

Che i media mainstream, televisioni, giornali e radio, vivano alla ricerca della “notizia che fa parlare” non è una novità. Che lo facciano al servizio dei loro proprietari, i grandi capitali, che per mantenere la stabilità del sistema hanno la necessità di creare mostri, tanto meno.

L’invasione di cui tanto si parla, semplicemente, non esiste.
Il numero di giovani migranti che negli ultimi anni è sbarcato sulle coste italiane è inferiore al numero di giovani italiani emigrato all’estero.
Ma indagare le ragioni di questi dati pare compito poco interessante per la maggior parte dell’informazione nostrana. Meglio aizzare le persone a scannarsi tra loro; solo che poi capita che si scannino sul serio.
Meglio creare e dare visibilità, quindi legittimità, a figure politiche che minacciano la stabilità del sistema, in modo che le sincere forze democratiche siano tenute a coalizzarsi per evitare derive populiste.
Come é accaduto con Salvini: nonostante la Lega abbia raggiunto a stento il 10% dei consensi alle elezioni degli ultimi anni, diviene figura apparentemente imprescindibile per i destini del paese.
Capita dunque che il brutto ceffo creato in vitro, diventi più forte del suo creatore; o meglio, che il suo creatore sia obbligato a rincorre le tesi del brutto ceffo per non essere considerato un debole.

Arriviamo così a ciò che veramente fa male, a ciò che non è una novità ma che, nonostante tutto, vorremmo convincerci lo fosse.

Nei giorni successivi alla tentata strage di Macerata tutti i politici “di peso” hanno sostanzialmente giustificato le gesta di un pazzo - non di un fascista, perché frutto di un clima in cui vien voglia di farsi giustizia da soli. Giustizia di cosa non è dato saperlo.
Nessun politico “di peso” si è recato in visita alle vittime di Traini negli ospedali di Macerata, troppo pericoloso in vista della campagna elettorale.
Matteo Renzi dichiara che l’antidoto al gesto di Traini sarebbe assumere 10 mila nuovi poliziotti e carabinieri; militarizzare il territorio.
Il ministro dell’interno del Pd, Marco Minniti, afferma di aver fermato gli sbarchi dei migranti perché aveva previsto Traini. Così rivendica come patrimonio nazionale gli accordi con la Libia, accordi con i quali finanziamo dei veri e propri campi di prigionia definiti dall’ONU “disumani”, e giustifica come naturale ed inevitabile la fascistizzazione della società.
Fascistizzazione che, sempre secondo il ministro, si contrasterebbe con un ulteriore stretta autoritaria.
Mentre infatti in tutti i paesi europei colpiti recentemente da attentati terroristici - Spagna, Francia e Regno Unito, la prima risposta della società si è configurata in larghissime manifestazioni di piazza, in Italia, il sindaco Carancini e il ministro Minniti dichiarano che è meglio starsene a casa, che non bisogna turbare la tranquillità della comunità, che ci penserà il ministero dell’interno ad evitare la manifestazione organizzata a Macerata per questo sabato.
Prontamente, le segreterie e le direzioni nazionali di Anpi, Arci, Cgil e Libera, soggetti da cui tenderemmo ad aspettarci se non altro la difesa proforma dei principi democratici, solidali e antifascisti della Costituzione, obbediscono alle pressioni del governo e dichiarano annullata una manifestazione che nemmeno hanno convocato.
Avallando cosi la fantomatica teoria degli opposti estremismi, tanto cara ai registi istituzionali della strategia della tensione.

Insomma, parrebbe giunto il momento di espatriare o di trasferirsi in malga, lontani da una società completamente disumanizzata, apparentemente priva degli strumenti e della volontà per migliorarsi.

La realtà, invece, è decisamente meno assolutista, è fatta anche di territori che resistono e costruiscono alternative praticabili a quella rappresentazione, di gesti di quotidiana solidarietà tra gli ultimi ed i penultimi, anche dalla volontà di tante persone che hanno il coraggio di disobbedire a quella rappresentazione e di praticarne di migliori, come i “circoli ribelli” dell’Arci che, nonostante le indicazioni delle loro dirigenze, parteciperanno alla manifestazione di sabato. > Https://www.dinamopress.it/news/lappello-dei-circoli-arci-ribelli-sabato-manifesteremo-macerata/

Oggi, come domani, a Macerata come a Milano, siamo con le/i ribelli dell’immaginazione

10/2/2018

Partecipa >
Macerata - Manifestazione nazionale contro fascismo e razzismoMilano - Marcia antifascista e antirazzista. Sabato 10 Febbraio

MACAO

Nuovo centro per le arti, la cultura
e la ricerca di Milano

viale Molise 68
20137 Milano

organizzazione.macao@gmail.com

ASSEMBLEA

Ogni martedì dalle 21.30