Progetti desire week

Falegnameria Macao

16 - 21 Aprile

A cura di Falegnameria Macao

Con Erasmus Scherjon, Landscape Choreography, Talking Hands - Con le mani mi racconto. Raumplan

Grazie Black Panthers FC, Design for Migration, NAGA Onlus

Il presente è attraversato da un grande richiamo: frontiere, attraversamenti, uomini e donne che si muovono. Ci sono merci, capitali e persone che si muovono per opportunità, per conoscenza, per piacere, per investimento. Ci sono persone che si muovono per cose che non conosciamo davvero, per parole che sono sostanza nella vita di altr*: persecuzioni, bombardamenti, esilio, dittature. La nostra vita quotidiana - le tv, i giornali, le strade, internet, le paure - è inondata da queste parole e dalle immagini che le accompagnano.
In questo presente trans-nazionale, in quanto causa e soprattutto in quanto speranza, ci siamo chiesti come fosse possibile una dimensione altra dell’accoglienza, non disciplinata ma anche non estemporanea, non paternalista eppure non ingenua sulle differenze. Una cosa vera, insomma; che partisse dallo stare insieme e dal costruire insieme.
Macao prova da anni a sperimentare forme di lavoro cooperativo e modelli auto-organizzati di aggregazione e produzione: per questo abbiamo sentito di poter partire dal darci una possibilità di desiderio comune attraverso la creazione di una nuova comunità, riflettendo sui nostri bisogni e sulle nostre necessità, che - senza girarci troppo intorno, sono anche economiche.
Ci stanno dicendo, invece, che di lavoro non ce n’è più, figuriamoci per quest* altr* che arrivano attraverso i mari. Alla morte del lavoro, noi abbiamo risposto: era ora! Una società che non lavora ma coopera produce tantissimo, lavora tantissimo, è operosa e crea ricchezza, anche senza l’umiliazione, lo sfruttamento e la malattia del lavoro tradizionalmente inteso.
Noi desideriamo produrre, desideriamo farlo in un ambiente di relazioni orizzontali, in un contesto di libertà e di reciprocità. Desideriamo lavorare non solo perché è necessario, ma anche perché è un antidoto contro l’assistenzialismo e la passività e contro chi ha tutto l’interesse a mantenerci un po’ vittime un po’ consumatori. E’ possibile che questo desiderio incontri il desiderio di chi arriva in Italia e, per volontà, necessità o obbligo, sia costretto a rimanerci?
Il progetto di falegnameria a Macao nasce dentro questa domanda: è possibile incontrarsi nel desiderio ed attraverso l’azione?
E’ così che, con un desiderio semplice - quello di lavorare col legno, abbiamo aperto un dialogo con alcune comunità di migranti, rifugiati e richiedenti asilo all’interno di Milano. Il nostro approccio, lontano dalle dinamiche istituzionali e di parte della cooperazione internazionale, si apre da questa interlocuzione: “Non siamo falegnami: vorremmo imparare ad esserlo e poterne fare un lavoro. Che ne dite? Noi possiamo mettere uno spazio; i corpi, il tempo, le competenze - sono quelli di tutt*”
Durante la settimana del mobile, dal 16 al 22 aprile, con la comunità che si aggregherà in queste settimane, lavoreremo con la guida pratica di designer e professionisti sperimentando la falegnameria con l’obiettivo di costruire un organismo cooperativo che si sostenga anche attraendo commesse provenienti dalla Milano del design e dei grandi eventi, colonizzandone per una volta la ricchezza, prendendoci le nostre parti. Facendo confrontare Milano con la possibilità di strutturarsi orizzontalmente nelle dinamiche produttive e con la necessità di tant*: sopravvivere non ci è abbastanza.

MACAO

Nuovo centro per le arti, la cultura
e la ricerca di Milano

viale Molise 68
20137 Milano

organizzazione.macao@gmail.com

ASSEMBLEA

Ogni martedì dalle 21.30